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Idranti e accessori

Gli idranti fanno parte di quei mezzi di estinzione prevalentemente utilizzati dai vigili del fuoco. Devono essere collegati alla rete idrica e devono essere obbligatoriamente corredati da appositi dispositivi quali rubinetti, selle salvamanichette, manichette, lance e chiavi di manovra.
Ne esistono di vario tipo: idranti a muro riposti in apposite cassette di contenimento, colonnine antincendio e idranti da sottosuolo. Ellepi srl vi propone una vasta gamma di idranti, accessori, cassette per UNI 25, UNI 45, UNI 70 complete, e si occupa della manutenzione periodica programmata obbligatoria per legge.

cat accessori idranti

Idranti a muro UNI 45 e naspi

Gli idranti( per interni e esterni) a muro con tubazione di diametro 45 mm (cassette idrante UNI 45) sono costituiti da un involucro dotato di sportello sigillabile con lastra frangibile/infrangibile (oppure portello pieno senza serratura) in versione da parete o ad incasso, contenente una tubazione appiattibile a norma EN 14540 con raccordi a norma UNI 804 (le legature ossia il sistema di fissaggio tra raccordi e tubazione devono essere realizzati secondo UNI 7422), una lancia con intercettazione e frazionamento del getto e il rubinetto di alimentazione. La lunghezza standard delle manichette è pari a 20 m, altri valori sono ammessi solo su specifica indicazione progettuale. La tubazione, avvolta "a doppio", viene appoggiata su un apposito supporto a forma di sella (chiamato "sella salvamanichetta"), per consentirne una migliore conservazione. La Norma di riferimento è la UNI EN 671/2 con obbligo di marcatura "CE" (rif. direttiva 89/106 CPD). Nota la fotografia è di un naspo e non di un idrante a muro in configurazione non ammissibile) Esistono cassette con tubazione diametro 70 mm (UNI 70), sella, lancia DN 70, chiave di manovra utilizzabili solo quale dotazione per idranti soprasuolo. nel caso di idranti sottosuolo alla dotazione si aggiunge il cosiddetto collo di cigno o colonnetta idrante.

Un'altra categoria è rappresentata dalle cassette con tubazioni semirigide da 25 mm, denominate "cassette naspo", disciplinate dalla UNI EN 671/1 e anche per esse vige l'obbligo di marcatura "CE". Le cassette naspo sono dotate di avvolgitubo orientabile con tubazione già collegata alla lancia ed al rubinetto. Il vantaggio principale dei naspi è la semplicità di utilizzo, oltre alla possibilità di srotolare solo la lunghezza necessaria di tubazione, mentre la portata idrica è inferiore. L'ingombro della cassetta è notevole, per questo motivo risulta difficile utilizzare le versioni da incasso.

Sia i naspi che le cassette UNI 45 sono dotati di lancia a tre effetti, che consente di variare il getto d'acqua (pieno o frazionato) e di interrompere l'erogazione quando necessario. Il comando è generalmente a leva oppure a rotazione, a seconda del modello è possibile ottenere diverse prestazioni di portata e gettata, generalmente superiori per le versioni a rotazione.

L'impianto rete Idranti è disciplinato dalla Norma UNI 10779.

Idranti soprasuolo

Gli idranti soprasuolo o a colonna sono quelli comunemente visibili nei parcheggi, all'esterno dei condomini oppure nelle aree industriali. Hanno maggiore accessibilità degli analoghi sistemati sottosuolo. Essi sono collocati ad una distanza consigliata tra 5 e 10 m dal perimetro del fabbricato a seconda della sua altezza e ad una distanza mutua di massimo 60 m (specificatamente indicato nella Norma di sistema UNI 10779), in funzione del loro raggio d'azione. Sono contraddistinti dal colore rosso RAL 3000, lo stesso che viene usato negli estintori. Sono dotati di scarico antigelo atto a scaricare la colonna dall'acqua e possono essere di due tipi: tipo A (ex tipo AD secondo vecchia UNI 9485) ossia senza punto prefissato di rottura, tipo C (ex ADR secondo vecchia UNI 9486) ossia con punto prefissato di rottura. Il punto prefissato di rottura permette la separazione della parte superiore dalla parte inferiore dell'idrante a seguito di un urto accidentale, senza causare la fuoriuscita dell'acqua con conseguente riduzione della pressione della rete antincendio e possibilità di allagamenti.Nota la foto è di un vecchio idrante ormai non più a norma. La costruzione è regolata dalla norma EN 14384 e per essi vige l'obbligo della marcatura CE, essendo dispositivi che ricadono sotto direttiva 89/106/CEE (altrimenti nota come CPD). Questi idranti sono costituiti fondamentalmente da un corpo in ghisa o in acciaio (sconsigliato), un dispositivo di manovra di forma pentagonale (il cosiddetto cappellotto) che attraverso un albero , apre e chiude la valvola di intercettazione, uno scarico antigelo, una flangia di connessione all'impianto di distribuzione e due sbocchi DN 70, per il collegamento delle manichette ed eventualmente (solo per diametri dell'idrante uguali o superiori al DN 100) un terzo sbocco DN 100 ove possono attaccarsi i Vigili del Fuoco, al fine di caricare le autobotti.I raccordi devono essere protetti a mezzo tappi in ottone (unico materiale attualmente ammesso)

Per azionare questo tipo di idranti, occorrono delle chiavi normalizzate, dette "chiavi di manovra" che agiscono sul dispositivo di manovra e quindi sulla valvola di intercettazione, aprendola o chiudendola. L'albero di manovra ha attacco pentagonale.