IDRANTI

Rete idrica antincendio

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Gli erogatori per il prelievo dell’acqua dalle reti idriche antincendio vengono chiamate idranti.
Sono dotate di tubazioni flessibili e lance con bocchello in grado di trasformare in energia cinetica parte dell’energia di pressione per indirizzare sull’incendio un getto d’acqua più o meno lungo, compatto o frazionato.
La rete idrica antincendio deve essere in grado di garantire determinate prestazioni per tempi ragionevoli e quindi deve disporre di un’alimentazione idrica affidabile.
Può essere collegata direttamente all’acquedotto cittadino se quest’ultimo riesce a fornire continuità di erogazione e sufficiente pressione. In caso contrario le caratteristiche idrauliche in termini di portata e pressione richieste agli erogatori (idranti UNI 45 oppure idranti UNI 70) devono essere assicurate da una vasca di disgiunzione di adeguata capacità idrica e da un gruppo di pompaggio.
Le norme UNI prevedono diametri interni delle tubazioni pari a 45 o 70 mm (idranti UNI 45 oppure idranti UNI 70). I primi vengono normalmente installati all’interno o nella immediata vicinanza degli ingressi di impianti o depositi da proteggere mentre i secondi vengono generalmente posti a 12-15 m dai fabbricati.
Gli idranti UNI 45 erogano circa 120-180 litri/minuto ad una pressione di 2-3 bar, mentre gli idranti UNI 70 erogano circa 300-450 litri/minuto ad una pressione di 4-6 bar.
I valori effettivi sono in funzione della pressione a monte dell’impianto.
Le caratteristiche che una rete idrica antincendio deve avere e le modalità con le quali deve essere realizzata e gestita sono fissate dalla norma UNI 10779.
La loro distribuzione deve consentire di raggiungere ogni punto della superficie protetta almeno con il getto di una lancia.

accessori per estintori
idranti e accessori
accessori per estintori

E’ un’apparecchiatura antincendio semi-fissa in versione da parete o ad incasso collegata ad una rete di alimentazione idrica composta essenzialmente da una cassetta, una valvola manuale di intercettazione (rubinetto), una tubazione flessibile (manichetta) compresa di raccordi ed una lancia erogatrice che consente di variare il getto d’acqua (pieno o frazionato) e di interrompere l’erogazione quando necessario. Il comando è generalmente a leva oppure a rotazione.
L’idrante a muro deve essere individuato da idonea segnaletica.
Le caratteristiche che una rete di idranti deve avere e le modalità con le quali deve essere realizzata e gestita sono fissate dalla norma UNI 10779.

Idrante a colonna soprasuolo

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idranti e accessori
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Gli idranti soprasuolo o a colonna sono quelli comunemente visibili nei parcheggi, all’esterno dei condomini oppure nelle aree industriali. Hanno maggiore accessibilità degli analoghi sistemati sottosuolo.
Sono collocati ad una distanza consigliata tra 5 e 10 m dal perimetro del fabbricato a seconda della sua altezza e ad una distanza mutua di massimo 60 m in funzione del loro raggio d’azione. Sono contraddistinti dal colore rosso RAL 3000, lo stesso che viene usato negli estintori.
E’ fondamentalmente un’apparecchiatura antincendio fissa collegata ad una rete di alimentazione idrica costituita da un corpo in ghisa o in acciaio (sconsigliato), un dispositivo di manovra di forma pentagonale (il cosiddetto cappellotto) che attraverso un albero, apre e chiude la valvola di intercettazione, uno scarico antigelo, una flangia di connessione all’impianto di distribuzione e due sbocchi DN 70, per il collegamento delle manichette ed eventualmente (solo per diametri dell’idrante uguali o superiori al DN 100) un terzo sbocco DN 100 per consentire ai Vigili del Fuoco di collegarsi al fine di caricare le autobotti.
I raccordi devono essere protetti a mezzo tappi in ottone (unico materiale attualmente ammesso)
Per azionare questo tipo di idranti occorrono delle chiavi dette “chiavi di manovra” che agiscono sul dispositivo di manovra ossia sulla valvola di intercettazione, consentendo quindi di aprirla o chiuderla.
Per ciascun idrante soprasuolo e in prossimità dello stesso deve essere ubicata almeno una cassetta contenente una tubazione flessibile completa di raccordi e lancia di erogazione.
Sia l’idrante che la cassetta di contenimento devono essere individuate da idonea segnaletica.
Le caratteristiche che una rete di idranti deve avere e le modalità con le quali deve essere realizzata e gestita sono fissate dalla norma UNI 10779.

Idrante a colonna sottosuolo

accessori per estintori
idranti e accessori
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E’ un’apparecchiatura antincendio fissa collegata ad una rete di alimentazione idrica composta da una valvola di intercettazione e da un attacco con filettatura unificata per il collegamento della tubazione flessibile (manichetta) alloggiato in una custodia con chiusino installato a piano di calpestio.
Per ciascun idrante sottosuolo e in prossimità dello stesso deve essere ubicata almeno una cassetta contenente una tubazione flessibile completa di raccordi e lancia di erogazione.
Sia l’idrante che la cassetta di contenimento devono essere individuate da idonea segnaletica.
Le caratteristiche che una rete di idranti deve avere e le modalità con le quali deve essere realizzata e gestita sono fissate dalla norma UNI 10779.

Naspi (DN 25)

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idranti e accessori
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Apparecchiatura antincendio costituita una tubazione semirigida arrotolata su un apposito supporto girevole (bobina mobile) collegata ad una estremità con una lancia erogatrice da 25 mm (UNI 25) con portata di 50 lt/min ad 1,5 bar.
Sono una valida alternativa agli idranti soprattutto per le attività a minor rischio.
Hanno prestazioni inferiori rispetto agli idranti UNI 45 o UNI70 e in alcune attività a basso rischio possono essere collegati direttamente alla rete idrica sanitaria.
Anche il naspo deve essere individuato da idonea segnaletica.
Le caratteristiche che una rete di idranti deve avere e le modalità con le quali deve essere realizzata e gestita sono fissate dalla norma UNI 10779.

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